GLI UFFIZI AL TEMPO DEL COVID-19

Uffizi2png

Visitare gli Uffizi al tempo del Covid-19 alle porte del lockdown 



Sabato 29 febbraio 2020, come riportato dal Ministero della Salute,* sul territorio nazionale i positivi al Covid-19 sono ormai più di mille, la paura del virus inizia a salire. Mancano ancora nove giorni al lockdown ma il centro storico di Firenze vede già calare il numero dei turisti: è evidente dal fatto che i luoghi d’interesse e di cultura non presentano file all’ingresso per l’acquisto del biglietto. Con una coppia di amici decidiamo quindi di sfruttare l’opportunità e visitare gli Uffizi. Sono talmente emozionata all’idea di poter entrare al museo senza dover aspettare ore in coda, che scatto una fotografia all’atrio deserto e la invio ad alcuni miei contatti per condividere la gioia. 

Uffizi1jpeg

L'ingresso senza coda agli Uffizi, sabato 29 febbraio 2020


Sono passati molti anni da quando sono entrata l’ultima volta. Mi ero sempre ripromessa di tornare ma il pensiero di condividere lo spazio delle sale del museo con centinaia di persone mi aveva scoraggiato: un motivo per cui a volte desisto nel recarmi in un museo è la ressa di persone che si accalca davanti a un’opera, che ti spinge e strattona pur di osservare il dipinto a tre centimetri dalla tela.

Quel sabato pomeriggio scopro un nuovo museo: per la prima volta cammino tra le sale degli Uffizi con serenità e calma, la fruizione delle opere è lenta e rilassata. Con non più di dieci persone per sala sosto davanti a un’opera per osservarla nel suo insieme e notarne i particolari e i dettagli. Sono riuscita a immergermi totalmente nelle opere d’arte: ho percepito il vento nei capelli della Venere del Botticelli; mi sono emozionata grazie alle suggestioni coloristiche del Caravaggio; ho indagato la composizione espressiva e articolata del “Tondo Doni” di Michelangelo.


Uffizi3png

Tra i corridoi degli Uffizi, sabato 29 febbraio 2020


Esco dal museo appagata! Con ancora negli occhi e sulla pelle le sensazioni che mi hanno regalato i dipinti, le sculture, gli affreschi, i disegni, le stampe, e l’architettura stessa degli Uffizi, una delle più importanti del ‘500.
Mi pongo una domanda: come fare a conciliare le necessità individuali di fruizione dei musei con le esigenze e le richieste del turismo?


I dati raccolti dalla Città metropolitana di Firenze,* parlano di un flusso di visitatori italiani ed esteri che nel 2018 è arrivato a sfiorare i sedici milioni, e il numero sale se si tiene conto dei pernottamenti non censiti. Nei soli Uffizi i visitatori, sempre nel 2018, sono stati più di due milioni; nel 2019 il dato è addirittura raddoppiato, facendo così permanere la Galleria al primo posto tra i musei italiani più visti.

Come riporta il Centro Studi Turistici di Firenze,* l’impatto economico del turismo nella sola città metropolitana si attesta intorno ai 3,6 miliardi di euro, ne consegue che per Firenze il turismo è vitale. I cittadini fiorentini, consapevoli di questo dato, si dividono tra la gioia di essere tra le mete più ambite al mondo, e il dolore di sentirsi assaliti da un turismo di massa, spesso “mordi e fuggi”.  


La veduta di Palazzo Vecchio dalla Terrazza degli Uffizi


Le nuove norme sanitarie e le misure adottate per il Covid-19 ci danno la possibilità di ripensare totalmente l’offerta turistica italiana. Questo potrebbe essere l’anno zero, un punto di ripartenza per eliminare gradatamente il turismo di massa così come concepito in questi anni e consentire un processo di trasformazione dell’offerta


Coglieranno le nostre amministrazioni l’occasione per sfruttare l’emergenza per una nuova rinascita che permetta la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e la sua riqualificazione? In che in modo i musei a più alto flusso di visitatori ripenseranno i servizi per i loro pubblici? Il dibattito è aperto e suscita continue riflessioni.**



articolo e foto di Chiara Martini

pubblicato in data 25/06/20

*Pagine consultate il giorno  1/06/2020

** Una città a misura umana, nuovi flussi turistici, musei e territorio: per una Firenze post-Covid (di B.Chiesi, S.De Luca, G. Giura, N. Matteuzzi, G. Ravalli) in "Finestre sull'Arte", 13/06/2020